Ddl Gelmini, universitari all'attacco
Ma il ministro insiste: «Avanti così»
In prima fila ricercatori, docenti, studenti e amministrativi tra sit-in e presidi di protesta
Ragazzi pubblico un po' di opinioni, critiche ed elogi che questo decreto ha avuto, senza considerazioni personali…..
GELMINI - «La stragrande maggioranza degli studenti, come dimostrano le recenti elezioni universitarie, ha voglia di cambiare e non ha nessuna intenzione di seguire chi cerca di strumentalizzarli». Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non sposta di una virgola la propria posizione. In una nota esprime il proprio convincimento rafforzata dall'esito delle elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale degli studenti universitari in cui le liste vicine al Pdl hanno avuto la meglio. Per il ministro «bisogna avere il coraggio di cambiare, di guardare ad una università moderna. Non serve ripetere vecchi slogan. Le ideologie devono essere lasciate fuori dall'università, l'unico interesse deve essere quello dei ragazzi e del loro futuro». «Il ddl riforma completamente il sistema universitario italiano; elimina sprechi e privilegi, rivede la governance degli atenei, punta sul merito e - conclude - apre le porte ai giovani».
FLC-CGL - Una riforma, che dice la Flc Cgil, «rappresenta una vera e propria controriforma destinata a mutare radicalmente il funzionamento e la missione dell'Università, alterandone la natura aperta e democratica attraverso norme centralistiche e autoritarie, disegnando un'università pubblica sempre più povera di risorse e qualità, destinata ai pochi che se la possono permettere».
RICERCATORI- (Senense rappresentante dei 510 ricercatori del Sun)
«Ci siamo rallegrati - spiega il rappresentante dei 510 ricercatori della Sun in senato accademico, Vincenzo Paolo Senese - quando è stato annunciato un provvedimento che garantiva il merito. Purtroppo di questo criterio non vi è traccia nel disegno di legge, che invece mira a ridurre il personale, abbassare le retribuzioni, bloccare la possibilità di progressione delle carriere e incentivare quei contratti a tempo determinato che raramente vengono rinnovati». Per i ricercatori campani si tratta di «una riforma a costo zero, senza investimenti, di carattere punitivo, come se l'università fosse il male peggiore del Paese». «Il ddl - aggiunge Senese - peggiora la situazione di una categoria già bistrattata. Dal 1990, infatti, siamo costretti a togliere tempo alla ricerca per dedicarci gratuitamente alla didattica. Senza questo «volontariato», che coinvolge il 40% di noi, molti corsi di laurea chiuderebbero, perché la legge prevede che ci siano almeno quattro docenti di ruolo per corso e gli atenei non avrebbero altro personale al nostro posto. Non chiediamo soldi, ma almeno che il tempo dedicato alla didattica venga riconosciuto come titolo di merito per l'avanzamento di carriera, punto completamente assente nel ddl Gelmini».
Ne metterò qualcun altro, scusate ma sono un po stanco, vado a letto :) Naturalmente non faccio niente di diverso d quello che ognuno di noi potrebbe o dovrebbe fare, ragazzi, informatevi ed informateci! lasciate le bandiere a casa, passate le serate sui libri, ma dedicate 5 minuti a leggere qualche post sui blog, non vi farà male:) e magari ci aiuterete ad aiutarvi......... Massimiliano
RispondiEliminaVoglio solo dire che, a mio avviso, questa legge sfocerà nel nulla perchè la ragioneria di stato ha espresso seri dubbi sulla possibilità di una copertura economica di questa legge. Aggiungo inoltre che, secondo me, anche qualora il tutto dovesse andare in porto, finirebbe per massacrare ulteriormente la situazione dei ricercatori, proprio in questi giorni in cui con l'elezione di Pierluigi Campana sale a quattro il numero dei fisici italiani che hanno assunto un ruolo di prim'ordine nell'Lhc del Cern...
RispondiEliminaStefano
Forse io sono un pò prevenuto ma credo che vogliano semplicemente attirare l'attenzione su altre cose, questo disegno di legge è stato fatto (oltre dal ministro Gelmini) anche da Tremonti che a differenza di molti politici i conti li sà fare! Quindi bidognerebbe capire che tipo di mossa si stanno preparando a fare .....e il diverbio con il ministro Gelmini è la dimostrazione che c'è qualcosa di più "strategico" in ballo. Nel Pdl non sono ammessi conflitti interni (esclusi quelli previsti naturalmente)e quindi bisogna aspetttare, intanto il disegno di legge è stato rinviato a dicembre UFFICIALMENTE solo per quel motivo (e non pre le proteste) che sia tanto facile la soluzione? :)
RispondiEliminaMassimiliano